Notizie
Restituite al patrimonio artistico cittadino le fontane di Portavallata
Scritto da Pietro Rossi   
Sabato 04 Settembre 2010 17:53

Il sindaco Vincenzo Cappello ha seguito in prima persona i lavori di restyling.

 Dopo la revoca delle deleghe agli assessori e al conseguente rimpasto di giunta, in attesa della distribuzione degli incarichi ai nuovi assessori, i Lavori pubblici a Piedimonte Matese sono seguiti direttamente dal Sindaco Vincenzo Cappello che sta controllando, ogni giorno, personalmente i cantieri aperti, da quello della Scuola Media Vitale interessato da lavori di messa in sicurezza, dove si spera di riaprire in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico a quelli per il rifacimento del manto stradale delle maggiori arterie della città.

Durante questi ultimi giorni sono stati ultimati anche alcuni lavori di riqualificazione urbana come quello che ha interessato le storiche fontane di Piazza Antonio Gaetani, meglio conosciuta dai piedimontesi come “Portavallata” per la sua posizione a valle della città. Da tempo le due storiche fontane, dotate di tre cannelli con mascherone di bronzo, funzionavano parzialmente e avevano bisogno di interventi urgenti.“Considerando l’acqua un bene inestimabile - ha ricordato il Sindaco Vincenzo Cappello,- e ricordando che Piedimonte Matese è stato sempre il paese dell’acqua, ci sembrava opportuno riportare le due fontane di Piazza Antonio Gaetani al loro splendore iniziale.”

 Fontana Porta Vallata

  Dopo il restauro conservativo le due fontane di Portavallata, interessate da lavori di riqualificazione sia della parte esterna che interna con il rifacimento delle tubature sono ritornate a zampillare acqua come una volta.

 

 
Il gruppo Piedimonte Democratica respinge al Pdl le polemiche sul rimpasto
Scritto da Corriere di Caserta   
Sabato 04 Settembre 2010 17:49

Apprendiamo con piacere che la “principale forza politica di opposizione” ha seguito con interesse le vicende del “rimpasto” della Giunta Comunale.

Piedimonte Democratica
Evidentemente, dopo mesi di totale disinteresse alla vita amministrativa, culminati nella clamorosa assenza dei rappresentanti del PdL al Consiglio Comunale chiamato a discutere del Bilancio, si sono ricordati dell’importanza del loro ruolo. Meglio tardi che mai. L’inattività prolungata deve però aver confuso le idee e generato qualche amnesia. Quella che loro chiamano “ammucchiata” è la lista di centrosinistra compatta che ha riportato la stragrande maggioranza dei consensi degli elettori. Quelli che loro chiamano Consiglieri transitati dalla minoranza alla maggioranza sono rappresentanti dei cittadini che, resisi conto dell’inerzia dell’opposizione, se ne sono allontanati, volendo contribuire fattivamente al lavoro necessario ad affrontare e risolvere i problemi della città. Quello che loro chiamano regolamento dei conti è un semplice e già annunciato avvicendamento di alcuni assessori a metà del mandato. Ma, d’altra parte, vanno capiti gli amici del PdL, impegnati come sono, loro sì, in una feroce resa di conti tra i fedelissimi di Berlusconi e i “traditori” finiani, che sta monopolizzando l’attenzione mediatica nel Paese. Il loro intento è quello di distrarre i cittadini dalla gravissima situazione economica e occupazionale di cui il governo non si occupa minimamente e che si sente ancor più forte in quel Mezzogiorno completamente dimenticato dall’esecutivo berlusconiano sempre più ostaggio di Bossi e di Tremonti.
 Piedimonte Matese, 2 settembre 2010. Il Gruppo Consiliare PIEDIMONTE DEMOCRATICA

 

 
Il Vescovo e don Alfonso Caso celebreranno la Santa Messa in Germania in occasione del gemellaggio
Scritto da Michele Menditto - Corriere di Caserta   
Sabato 04 Settembre 2010 17:44

Fervono i preparativi per la partenza. L'organizzazione curata a dovere dai due Municipi che festeggiano San Marcellino, Seligenstadt e Piedimonte Matese, non ha lasciato nulla al caso

Non c’è gemellaggio tra città senza che vi sia pure uno scambio culturale che oltrepassi le distanze fisiche. Lo stretto rapporto che si è venuto a creare negli ultimi anni tra Piedimonte Matese e la cittadina di Seligenstadt Am Main, il cui nome è oramai divenuto familiare per i cittadini matesini, sta per culminare nella stipula ufficiale dell’atto di gemellaggio. Il 10 settembre infatti, per l’occasione, un delegazione piedimontese partirà alla volta della città tedesca per sancire il legame tra le due comunità, legame centrato sulla comune venerazione di San Marcellino quale patrono, inizialmente individuato e coltivato per anni dal professore Michele Malatesta.
Cappello e Vescovo di Cerbo
 L’atto simbolico, che avrà luogo l’11 settembre nella Sala Grande del municipio di Seligenstadt, rappresenta un evento importante per cittadini e istituzioni, e difatti la delegazione che volerà in Germania sarà composta dal vescovo Valentino Di Cerbo, don Alfonso Caso, il sindaco Vincenzo Cappello, ex-vicesindaco Costantino Leuci, il consigliere comunale Michele Iannarelli, Fabrizio Pepe, presidente della Comunità Montana, e il professore Malatesta, accompagnati da 50 cittadini. Non è la prima volta che avvengono incontri tra le due comunità, ma si tratterà stavolta di una cerimonia in grande stile. Dopo l’arrivo e una prima sistemazione, i piedimontesi visiteranno Seligenstadt (attraversata del Meno, visite al monastero benedettino e alla fabbrica della birra della famiglia Glaab) ed incontreranno “Gli amici di Piedimonte Matese - Seligenstadt”, associazione che si è costituita spontaneamente nella città tedesca. Ci sarà l’opportunità di allestire un banchetto nella Piazza del Mercato (Markplatz) per esporre prodotti tipici matesini. Spazio poi all’evento centrale del soggiorno, ovvero la stipula del gemellaggio da parte del sindaco Cappello e il borgomastro Dagmar Nonn-Adams, con i successivi festeggiamenti gastronomici e musicali. Il 12 settembre il vescovo Di Cerbo e don Alfonso Caso celebreranno la Santa Messa, prima dei saluti finali e del ritorno a casa della delegazione.

 

 
Il Presidente Pino Falco, supportato dal sindaco della città riscuote consensi
Scritto da Nuova Gazzetta di Caserta   
Sabato 04 Settembre 2010 17:42

Unanimità nel concordare che Falco è il presidente che rappresenta i residenti nell'ambito del parco Regionale del Matese

 Cordialità e semplicità nell'incontro svoltosi questa mattina a Miralago, presso l'InfoPoint del Parco Regionale del Matese, tra il Presidente dell'Ente Pino Falco e i rappresentanti delle associazioni accredidate. Molto interessanti gli interventi del Presidente e dei rappresentanti delle amministrazioni locali e delle associazioni; tutti sono stati concordi che l'azione di informazione, sensibilizzazione al rispetto delle regole condotta per il mese di agosto dai volontari, ha prodotto risultati ottimi e tutti hanno manifestato il loro sostegno a Pino Falco, indicandolo come il giusto Presidente del Parco Regionale del Matese.
Presente, come sempre, il nostro sindaco, Avv. Vincenzo Cappello, che, insieme al Presidente Falco, hanno personalmente e costantemente sostenuto l'azione dei volontari dello Sci Club Fondo Matese a Bocca della Selva. Ottimo il buffet offerto dall'Hotel Miralago.

Falco e Cappello
  Giuseppe Falco e Vincenzo Cappello

 

 
Il sindaco Vincenzo Cappello emana un'ordinanza all'Iacp per far rimuovere tutto l'amianto agli alloggi popolari
Scritto da Nuova Gazzetta di Caserta   
Sabato 04 Settembre 2010 17:36

L'Ente che gestisce le case popolari ha ora trenta giorni di tempo per rimuovere ethernit e altro materiale pericoloso per la salute umana. Accolte le richieste e le proteste di alcuni residenti.

Tubatura di amianto lungo le case popolari del paese. Scatta la protesta dei residenti che temono ripercussioni sulla propria salute. Interviene l’amministrazione comunale che ordina all’Istituto autonono per le case popolari di provvedere alla immediata rimozione delle tubature inquisite. Entro trenta giorni. L’ordinanza emessa dal sindaco Vincenzo Cappello, dovrà essere eseguita entro e non oltre trenta giorni. Termini entro cui l’Iacp dovrà avviare i lavori per rimuove le grondaie e le tubazioni che portano l’acqua dalle grondaie nelle fogne. Se entro trenta giorni l’ordinanza sindacale non sarà eseguita, scatterà la denucia contro i vertici dell’istituto che gestiche le case popolari.
La preoccupazione della gente. In molti casi, secondo alcune indiscrezioni raccolte in paese, le condotte di amianto che dal tetto scendono lungo i muri prima di arrivare in strada, sarebbero rotte o comunque deteriorate. I residenti, per questo, temono il rilascio di particelle di amianto che sono note per la loro pericolosità.

Le proteste in comune. Nei giorni scorsi molti inquilini delle case popolari si sono recati inc omune per chiedere al sindaco interventi per risolvere il problema. Proteste civili ma circotanziate che hanno convinto l’ammnistrazione comunale a muoversi.
Il sopralluogo tecnico. Vigili urbani e tecnici comunali hanno effettuato il necessario sopralluogo per verificare quanto esposto dai residenti delle case popolari. Il riscontro positivo ha indotto poi il primo cittadino ad emettere l’ordinanza che impone all’Iacp di rimuove l’eternit.
 Vincenzo Cappello
 
Il pericolo amianto. Ogni anno l’amianto uccide più di mille persone in tutta Italia. Il picco è atteso nel 2025. Entro quella data, le morti potrebbero arrivare a venti-trenta mila. A causa di gravi malattie ai polmoni, dal mesotelioma, un tumore maligno della pleura, all’asbestosi al carcinoma polmonare.
Da quindici anni la sostanza-killer è stata bandita dal nostro Paese. Come in tutta l’Unione europea, ne è stata vietata la produzione, la commercializzazione e l’importazione (legge 27 marzo 1992, n.257). I dirigenti delle industrie che lo utilizzavano come isolante, in particolare negli impianti petrolchimici e nei cantieri navali, sono finiti sul banco degli imputati per le morti di tanti loro operai. Molti sono stati assolti, perché, secondo la magistratura, ai tempi non erano al corrente della pericolosità dell’amianto. Alcuni di loro, invece, sono stati condannati. Il pericolo principale si chiama eternit (o cemento-amianto). Impiegato massicciamente nelle abitazioni, nei capannoni e nei depositi agricoli, fin dagli anni cinquanta. Soprattutto per le coperture ondulate, le tubature, le grondaie, le cisterne per l’acqua e le canne fumarie. Generaziono sono cresciute a contatto con l’eternit, che, ancor oggi, è presente in vari punti delle città, nelle frazioni e nelle campagne. Sono in cemento-amianto, addirittura, anche alcune strutture di proprietà pubblica. I rischi che derivano dalla presenza dell’eternit sono ampiamente sottovalutati, se non ignorati. In effetti, il materiale è innocuo fin quando viene mantenuto in perfette condizioni. Ma, non appena comincia a usurarsi o sbriciolarsi, libera delle fibre cancerogene, che possono essere facilmente inalate attraverso la respirazione. Anche un’esposizione di breve durata può portare al mesotelioma. E non si può mai avere la certezza di non essere stati contaminati. I tempi entro cui la malattia si sviluppa, infatti, sono molto lunghi e possono arrivare fino a quarant’anni. E’, invece, molto rapido, inferiore a un anno, il sopraggiungere della morte dal momento della scoperta della malattia. E, al momento, non sono state individuate terapie efficaci. Dato che la produzione di eternit è vietata dal 1992, tutti i manufatti hanno almeno quindici anni di età. Essendo esposti costantemente alla pioggia e al vento, la loro erosione è inevitabile. Per non parlare di quelli in stato di totale abbandono, come le tante coperture su cui ormai cresce la vegetazione selvatica.

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 37